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Amarcord, 60 anni di CIR: buon compleanno Tricolore

60 anni di Campionato Italiano Rally. Tanti sono per il “nostro” amato CIR, una serie “sui generis” che ha avuto un passato degno delle migliori stagioni del Mondiale Rally, con tifoseria a volte un po’ troppo ardita, con Costruttori italiani (Fiat e Lancia) che si scannavano tra loro, piloti e copiloti ufficiali, fino alla possibilità di incontrare ad un semaforo di Torino, corso Belgio angolo corso Tortona, Dario Cerrato che tornava a casa con la Delta da corsa dopo aver fatto un giretto scaldamuscoli sulla Panoramica di Pino Torinese, oggi dedicata alla passeggiata delle famiglie agiate, ma in realtà una delle più belle prove speciali per vocazione e conformazione.

Questa era la nostra piccola e irripetibile Italia degli Ottanta e Novanta. C’è così tanta storia in questo CIR da farci vivere ancora di ricordi. Così tanti ricordi che quasi non si nota (o forse si fa finta) come il Campionato sia cambiato. In peggio. Come gli ultimi dieci anni abbiano sfregiato il volto della storia. Immaginate una federazione che prima dialogava e assecondava i Costruttori di auto che, invece, oggi si trova a confrontarsi e a dover assecondare organizzatori che non hanno più tanta voglia di organizzare e “affitta-macchine” a volte senza scrupoli…

Una parabola verticale e in discesa. In picchiata verso il baratro, senza sapere quando si toccherà il fondo, che per ora è stata la scelta di avere rally da 80-100 chilometri. A breve si riparte, con un formato mutilato, ma si riproporranno sfide intense, con macchine veloci gestite da team al top, e con in primo piano piloti che vorrebbero più chilometri su cui confrontarsi. Si ripartirà dal Ciocco, a cui seguirà Sanremo. E da qui vogliamo entrare in atmosfera 2021, ripercorrendo aneddoti che si sono consumati sulle PS toscane e su quelle liguri. Ciocco e Sanremo, due grandi gare che ci hanno regalato attimi di storia indimenticabile. Minigonne delle T16 incluse.

Prosegue sul numero di RS e oltre di marzo 2021

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