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Extreme E: il team di Rosberg batte quello di Hamilton

Spettacolo ed emozioni nella prima gara della Extreme E, il nuovo campionato ideato da Alejandro Agag. Ad Al-Ula, in Arabia Saudita, il team di Nico Rosberg si aggiudica la prima corsa della stagione con la coppia formata da Molly Taylor e Johan Kristoffersson, svedese specialista di rallycross. Battuta in finale la scuderia Andretti United Xe (guidata da Michael Andretti insieme al numero della McLaren Zak Brown)con il duo Hansen-Munnings,

Ma per l’ex campione di F1 la soddisfazione maggiore deve essere stata quella di arrivare davanti alla squadra del suo ex compagno e rivale in Mercedes, l’X44 di Lewis Hamilton che aveva dominato le qualifiche, ha chiuso terza, ma grazie al miglior tempo ottenuto al sabato conquista il secondo posto nella classifica generale. A condizionare la prova decisiva sono stati problemi allo sterzo. In quarta posizione troviamo Carlos Sainz, papà del ferrarista, insieme a Laia Sanz.

Un buono inizio per l’unica italiana presente nella competizione, Christine Giampaoli Zonca in equipaggio con l’inglese Oliver Bennet per Hispano-Suiza. Quinto posto dopo l’eliminazione nelle eliminatorie per mano di Andretti. Sesto l’ex iridato 2009 di F1 Jenson Button. Non sono mancati gli incidenti spettacolari, per fortuna senza conseguenze: non è facile controllare i superSuv elettrici da 550 cavalli. La prossima gara sarà il 29-30 maggio in Senegal, sul lago Rosa.

Dopo l’Arabia Saudita, l’Extreme E, che è nato per sensibilizzare i tifosi sulle problematiche ambientali promuovendo la mobilità elettrica, si sposterà in Senegal (29 e 30 maggio), Groenlandia, Amazzonia brasiliana e Terra del Fuoco argentina.

Il debutto della serie non è comunque filato del tutto liscio, con alcuni spettacolari incidente sabato e domenica che hanno sollevato qualche preoccupazione per la sicurezza. “Non avremmo potuto sperare in un inizio migliore – ha comunque detto il promoter Alejandro Agag, che già organizza la Formula E – gli incidenti ci sono stati ma fanno parte delle corse. Anche in Formula E non sono mancati”.

Christine Giampaoli Zonca: un volante nell’Extreme E

C’è una ragazza italiana, anzi, adesso italo-spagnola, che sogna di diventare la Michèle Mouton del Terzo Millennio. Ma non solo: vuole anche la Dakar. A leggere come ama farsi chiamare, Christine GZ, può non sembrare ma Christine Giampaoli Zonca è un’ambasciatrice del Made in Italy nei rally nel mondo e adesso nell’Extreme E. Nata in India da genitori italiani, cresciuta a Milano, ma residente alle Canarie, la ventisettenne guiderà assieme Ver Bennett la Odyssey 21 del team Hispano Suiza Xite Energy.

Christine Giampaoli Zonca ha iniziato a correre nel 2014 nei rally alle Canarie, due anni dopo ha debuttato nel Mondiale al Rally di Catalogna e sempre nel 2008 ha vinto la Femminile del Campionato Spagnolo Rally. Nel 2020, con Avatel Racing Team, ha chiuso al settimo posto il Rally dell’Andalusia, nel programma “Road to Dakar” nella categoria T2. E ora l’avventura si sposta nella in Extreme E. Tra l’altro, a fine dicembre 2020, la Zonca ha rinnovato il suo impegno con l’Avatel Racing Team per i prossimi due anni, quindi fino a tutto il 2022 incluso.

La giovane atleta italo-spagnolo ha siglato l’accordo con la società di telecomunicazioni, il sesto operatore di fibra ottica del Paese, con sede a Madrid. Una collaborazione stretta che guarda anche a nuove aspirazioni e progetti come il Campionato Spagnolo Rally 2021, il Rally du Maroc 2021 e Rally Andalusia. Una sorta di “Road to Dakar”.

GZ ha sempre amato le auto, ma nessuno nella sua famiglia era un appassionato di motori quindi, all’inizio, non hanno accolto proprio bene la sua passione. Il giorno in cui ha incontrato “Lolla”, la bellissima Corolla del 1989, già sapeva che quella sarebbe stata la sua vita. Voleva iniziare dai rally, ma appena ci ha provato si è subito resa conto che era uno sport molto costoso.

Christine Giampaoli Zonca ha iniziato la sua carriera in ritardo rispetto ai piloti in Spagna. Ha iniziato dando una mano nell’officina del vicino, come meccanico, e lentamente si è avvicinata all’acquisto del primo telaio di una Golf (MKII) del 1988. Alla fine l’ha venduta e ha comprato l’auto da rally dei suoi sogni: la “Lolla”.

GZ ha corso con la Toyota per due anni, vincendo il Campionato delle Canarie (FWD) nel 2014. Il progetto successivo è stato quello di convertire la sua auto da strada (Subaru Impreza GC8) in un’auto da rally con specifiche per il Gruppo N (terra). Nel frattempo, GZ ha lasciato le isole per conseguire la laurea, presso l’Università di Birmingham, in ingegneria del motorsport.

Il sogno di Christine è continuare a correre e diventare professionista e stabile. Insomma, siccome sognare è lecito, le piacerebbe diventare ed essere ricordata come una nuova Michèle Mouton. Vuole crescere, vuole fare esperienza per diventare la miglior pilota nella specialità. Il suo motto è “non mollare mai!”. E infatti, adesso Christine gareggerà alla guida di una Odissey 21, un 4×4 elettrico da 550 cavalli, per il team Hispano-Suiza, insieme al suo compagno di squadra Oliver Bennet. Una gara che la vedrà competere contro grandi piloti, come Jenson Button ex campione di Formula 1, oppure il vincitore della Dakar Carlos Sainz. Il tutto sognando la Dakar 2022.

Novità per Baja del Vermentino: entra Calangianus e non solo

La Sardegna e i motori sono da sempre un’unione vincente. Un abbinamento storico che ha sempre regalato emozioni e adrenalina. Tra poco più di un mese partirà il Rally Cross Country Baja Vermentino-Terre di Gallura, valido come prova del Cross Country Rally e SSV. Una manifestazione importante, che accoglierà il meglio tra equipaggi e vetture.

La cornice della Sardegna a fare da altare a una manifestazione prestigiosa. Un importante appuntamento di sport che è anche veicolo di promozione del territorio sardo e che vedrà la new entry del Comune di Calangianus ad ospitare, tra le sue bellezze naturalistiche, parte della giornata di gara.

“Calangianus da sempre è attenta a questi eventi di respiro nazionale e internazionale – ha dichiarato il sindaco Fabio Albieri – E’ l’occasione di unire importanti appuntamenti sportivi con la valorizzazione del nostro territorio, che offre davvero il meglio dal punto di vista naturalistico. Oltre lo spettacolo prettamente tecnico, il binomio Sport-Territorio è occasione importante di indotto economico per la nostra comunità”.

Calangianus quindi entra a far parte dei Comuni che verranno coinvolti dalla tappa di Campionato Italiano che si terrà il 9 e il 10 aprile 2021. Un incontro tra la Rassinaby Racing e l’Amministrazione Comunale calangianese per un progetto importante di ampio respiro, anche per collaborazioni future.

“Siamo molto felici di avere tra i nostri partner il Comune di Calangianus – ha detto il presidente della Rassinaby Racing Alessandro Taras – Ringrazio il Sindaco Fabio Albieri e l’Assessore Marco Tatti per aver voluto essere dei nostri. Fare rete con il territorio è un aspetto fondamentale. Noi organizziamo una manifestazione sportiva ma di riflesso restituiamo un immagine di ciò che è la Sardegna oltre il mare e le coste. Tradizioni, cultura, ospitalità”.

La gara avrà duplice validità: sia come tappa del Campionato Italiano CCR che come tappa del Campionato Italiano SSV. Le iscrizioni apriranno l’8 marzo e si chiuderanno il 5 aprile a mezzanotte. La lunghezza totale dell’itinerario sarà di 267,56 km mentre quella dei Settori Selettivi sarà di 138,70 km. La partenza e l’arrivo saranno ubicati nella centrale via Roma, nel cuore di Calangianus, mentre la sala stampa avrà come base Berchidda che ospiterà anche la direzione gara. Sono previste inoltre delle importanti convenzioni navali per tutti gli equipaggi che vorranno disputare la gara gallurese.

Akio Toyoda ringrazia la squadra per le prestazioni alla Dakar

“La Dakar Rally 2021 è giunta alla sua conclusione. Grazie a tutti i team che hanno sfidato coraggiosamente un duro percorso di oltre 7.000 chilometri e congratulazioni a tutti coloro che hanno completato la gara in sicurezza. Congratulazioni a tutti i membri del team Team Land Cruiser Toyota Auto Body per l’ottava vittoria consecutiva dopo l’uno-due dello scorso anno. Congratulazioni ai vincitori della gara”. Con queste parole Akio Toyoda, numero 1 della Toyota Motor Corporation, saluta la fine della Dakar. E sì, perché lui non solo l’ha vissuta con i suoi equipaggi, ma ha sofferto seguendo l’evento da grande appassionato.

“Dopo la delusione dello scorso anno per il nostro equipaggio, sono rimasto impressionato dalle prestazioni di quest’anno – aggiunge Toyoda ai suoi ringraziamenti, che inevitabilmente sono un valore aggiunto per tutto la specialità dei rally raid -. Congratulazioni all’auto numero 2, Ronald e Jean, che hanno partecipato per la prima volta e sono arrivati secondi. Grazie per aver portato a casa il Land Cruiser sano e salvo fino alla fine”.

Dopo essersi congratulato anche con Hino Team Sugawara per aver conseguito la dodicesima vittoria consecutiva, ammette: “Ero preoccupato per un grave rollio nel deserto nella Tappa 3, ma vorrei esprimere il mio rispetto e gratitudine a tutti i membri del team che hanno superato le sfide che si sono superati davanti, anno dopo anno. Grazie mille per gli sforzi del team”.

“Vorrei anche congratularmi con Nasser e Mathieu per aver accettato la sfida nell’Hilux, arrivando secondi in classifica generale. Peccato che siano finiti secondi. Ma penso che sia un risultato meraviglioso perché non si sono mai arresi e hanno continuato a fidarsi dei loro partner, del team e delle persone che li supportavano. Penso che la Dakar di quest’anno sia davvero unica.
Sotto la pandemia di Coronavirus, tutte le persone coinvolte hanno dovuto fare tutto il possibile per prepararsi all’ignoto”.

Carcheri e Musi arrivano in fondo alla Dakar Classic

Missione compiuta! La prima partecipazione della Squadra Corse Angelo Caffi al rally raid più famoso del mondo si è conclusa sulla pedana di arrivo di Jeddah (SA) dopo oltre 3.000 chilometri cronometrati e 34 controlli di passaggio, dopo 11 tappe, paesaggi mozzafiato ed emozioni senza fine.

L’equipaggio ufficiale composto da Luciano Carcheri e Roberto Musi, tornati alla Dakar dopo anni di assenza con la Nissan Patrol #225 che corse il raid nel 1998 con a bordo proprio il pilota ligure, è riuscito in un’impresa strepitosa: settimo posto assoluto, quarto in Gruppo H2, primo degli italiani e vincitore della Classe H2.8. Un risultato prestigioso, ad un soffio dal podio, giunto al termine di due settimane intense, dure, tecniche dove il duo della Squadra Corse ha dovuto imparare l’arte della regolarità, destreggiandosi tra navigazione, GPS, controlli di media e precisione al centesimo di secondo sulle piste della penisola arabica.

Carcheri e Musi, che hanno corso senza l’ausilio di assistenza e provvedendo autonomamente ad ogni intervento meccanico sull’auto, hanno raggiunto la pedana di Jeddah senza nascondere la loro emozione. Un’avventura la loro che ha avuto i contorni delle Dakar di un’epoca passata, quando dopo le tappe erano le torce in testa ad illuminare la notte, tra controlli di rito ed interventi disperati per cercare di non arrendersi.

Nel corso della prima settimana tutto è filato liscio, fino ad un problema con il tubo che porta il fluido all’attuatore della frizione nell’ultima giornata prima del riposo. L’esperta mano di Musi ha rimesso tutto in ordine e la Patrol ha girato come un orologio svizzero. Nelle ultime due tappe un piccolo tubicino dei freni si è danneggiato rischiando di complicare la vita al duo italiano che però è intervenuto in tempo, mentre nella penultima tappa una leggera divagazione e un problema con il mozzo anteriore hanno privato l’equipaggio del team bresciano della trazione anteriore rendendo ancora più sfidante il finale della penultima tappa. È il fascino della Dakar, quel non sapere cosa succederà l’attimo successivo.

“Ce l’abbiamo fatta – le parole di Carcheri all’arrivo finale, – è stata un gara stupenda, non sapevo cosa aspettarmi da questa Dakar in Arabia Saudita, ma sono rimasto davvero colpito. Il territorio è molto vario, abbiamo incontrato ogni terreno, ogni condizione. Ci sono sicuramente tutte le situazioni per creare una gara degna di questo nome, e onestamente non escludo che questa esperienza si possa ripetere”.

“Abbiamo raggiunto un risultato che prima di partire non era scontato – ha concluso Musi, – abbiamo imparato molto, per noi la formula della regolarità era completamente nuova, quindi abbiamo dovuto capire come funziona prima di applicarla. La formula a mio avviso è riuscitissima, credo che la Classic abbia l’opportunità di crescere molto forte nei prossimi anni. La voglia di riprovarci è fortissima”.

“Un’emozione incredibile – ha aggiunto il Presidente della Squadra Corse Angelo Caffi Benedetta Caffi Marelli, – partecipare alla Dakar è stato qualcosa di straordinario, e raggiungere questo risultato all’esordio ci riempie di orgoglio. Un grazie a Luciano e Roberto che hanno corso con grande determinazione, affrontando tutti gli imprevisti con positività, l’approccio vincente per questa leggendaria corsa”.

Classifica assoluta Dakar Classic 2021

1.Douton-Etienne (FRA) – Buggy Sunhill; 2. Donatiu-Puig (ESP) – Mitsubishi Montero V6; 3. Harichoury-Fertin-Correia (FRA) – Renault 420DCI; 4. Revuelta-Sanchez Hernandez (ESP) – Toyota Land Cruiser; 5. Verdaguer-Verdaguer (FRA) – Buggy Sunhill; 6. Lacarrau-Quemin (FRA) – Toyota Proto KDJ95; 7. Carcheri-Musi (ITA) – Nissan Patrol; 8. Boet-Rabell (ESP) – Mercedes Unimog; 9. Callewaert-Morel (BEL) – Volkswagen Baja; 10. Gutierrez-Heras Rodriguez (ESP) Mercedes G-320.

Stephane Peterhansel si aggiudica una Dakar in lutto

Stephane Peterhansel tra le auto e Kevin Benavides tra le moto sono i campioni della Dakar 2021. La quattordicesima (ottava nella categoria auto) del francese e la prima vittoria in carriera dell’argentino passano però in secondo piano davanti alla terribile notizia della morte di Pierre Cherpin: fatali le conseguenze della caduta nella settima tappa, il biker è deceduto nel trasferimento dall’Arabia Saudita alla Francia.

Nessuna sorpresa nell’ultima frazione nella più importante categoria a quattro ruote della Dakar: la vittoria finale va infatti a Stephane Peterhansel, campione di costanza nell’edizione di quest’anno e vincitore per la quattordicesima volta (record assoluto aggiornato) del rally-raid, conquistato per l’ottava volta nella categoria auto, a trent’anni esatti dalla Parigi-Tripoli-Dakar vinta nel 1991 sulle due ruote, in sella alla Yamaha.

A ‘Mister Dakar’, alfiere del team X-Raid Mini Jcw assistito dal navigatore Edouard Boulanger, non serve forzare nella frazione che riporta i piloti a Jeddah due settimane dopo il prologo nella seconda città più popolosa dell’Arabia Saudita: a vincere la tappa di oggi, infatti, è il compagno di squadra Carlos Sainz, che sigilla in questo modo il terzo posto assoluto e il quinto podio in una corsa che ha vinto per tre volte nella sua carriera, l’ultima lo scorso anno.

Nulla da fare per l’unico pilota che, almeno sulla carta, avrebbe potuto impensierire Peterhansel per la vittoria finale, Nasser Al-Attiyah (Toyota Gazoo Racing): il qatariota rosicchia 40” al francese, troppo poco rispetto al quarto d’ora che aveva ancora da recuperare. Ad Al-Attiyah resta comunque la soddisfazione del nono podio in carriera alla Dakar (tre le vittorie) e del più alto numero di tappe vinte fra le auto nell’edizione appena conclusa, ben sei su tredici (prologo compreso).

Clamoroso: Ricardo Ramilo lascia nel deserto Xavi Blanco

Il mondo addosso in un secondo a Xavi Blanco. Non per la decisione drastica del proprio pilota Ricardo Ramilo di abbandonarlo al proprio destino, quanto per la location in cui si è consumato il divorzio clamoroso tra pilota e copilota. Infatti il guidatore ha deciso di scaricare l’ormai ex compagno di bordo proprio in mezzo al deserto dell’Arabia Saudita in cui si è svolta la Dakar.

L’episodio si è consumato al chilometro 170 dell’undicesima tappa nella categoria dei SSV. I rapporti tra i due si erano incrinati da tempo. L’esperienza di Blanco, copilota esperto con alle spalle tre partecipazioni, cozzava con la visione arrembante del debuttante Ramilo.

L’obiettivo prefissato era concludere la Dakar e sembrava già a rischio a causa di alcuni problemi nei giorni precedenti, che li avevano spinti a cambiare categoria, passando all’Extreme. Poi il fattaccio raccontato ai media spagnoli dallo stesso Blanco: “Ha reso la vita impossibile alla squadra. La situazione è diventata estrema. Gli ho chiesto di fermare la macchina dopo aver discusso per due volte. Quando sono sceso, mi ha detto: ‘Ora stai qui’. Poi ha tirato dritto. Non è un pilota, è un personaggio”.

Blanco ha avuto la fortuna di avere con sé una borsa con passaporto, cellulare e telefono satellitare. Così si è coordinato con la sua squadra, il Buggy Masters Team, che si è precipitata per soccorrerlo inviando due membri. Inevitabile la condanna di Ramilo, peraltro poi squalificato per aver commesso una manovra irregolare e per non aver terminato la tappa con il copilota. Il capo della squadra Eudald Noe ha spiegato a Marca: “Ricardo è un pilota pericoloso, guida molto male. Non ha voluto ascoltare Blanco che gli consigliava di non seguire una strada”. Il pilota poi si è perso e alla fine si è ritirato sulla penultima tappa.

Yazeed Al-Rajhi agguanta la tappa 10 della Dakar Rally

La Dakar che sembra non regalare grosse sorprese, almeno tra le auto. Con sole due tappe alla conclusione di Jeddah, si conferma sostanzialmente quanto fatto vedere sino a questo momento. La Toyota continua a centrare successi parziali mentre è la Mini di Peterhansel a spadroneggiare in classifica generale. A conquistare la vittoria nella decima frazione, la Neom-AlUla di 583 km, è stato infatti il saudita del team nipponico Yazeed Al Rajhi, capace di tagliare il traguardo in 3h3’57”.

Il vincitore della decima tappa è soltanto quindicesimo nella generale, staccato di oltre sei ore dal leader. Naturale, quindi, come per conoscere gli effetti della terzultima frazione nei giochi per la vittoria si debbano guardare i risultati dei due osservati speciali: Nasser Al-Attiyah è secondo subito alle spalle del compagno di brand ma, dopo la brutta battuta d’arresto di ieri, chiude con un sostanziale pareggio sul grande rivale Stephane Peterhansel, terzo.

Il qatariota ha infatti concluso con 2’04” di gap da Al Rajhi, guadagnando solo 49” sul leggendario francese di casa Mini. Non un brutto risultato, sia chiaro, ma comunque un sostanziale pareggio che cambia poco o nulla in ottica vittoria. Chiudono la top-5 di giornata il “solito” Carlos Sainz, staccato di un paio di minuti da Al-Attiyah e dal compagno di squadra, e il polacco Jakub Przygonski.

Peterhansel a mantiene comodamente la vetta della generale con 17 minuti e un secondo di vantaggio su Al-Attiyah. La battaglia per la vittoria è praticamente tutta qui, visto che Carlos Sainz può praticamente solo sperare in un ritiro dei due rivali considerando il suo ritardo salito a poco più di un’ora dal compagno di squadra.

Attenzione però alle grosse insidie della tappa 11, la AlUla-Yanbu, che sarà con i suoi 464km di prova speciale anche la seconda più lunga di quest’edizione della Dakar. Resistere in vetta con un margine di sicurezza prima della passerella a Jeddah, potrebbe voler significare mettere una sostanziale ipoteca sull’ottava Dakar auto (tredicesima se contiamo anche i cinque successi con le due ruote).

La classifica della tappa 10 della Dakar Rally

PosPilotaAutoDistaccoPenalità
1YAZEED AL RAJHI OVERDRIVE TOYOTA03h 03′ 57” 
DIRK VON ZITZEWITZ 
2NASSER AL-ATTIYAH TOYOTA GAZOO RACING+ 00h 02′ 04” 
MATTHIEU BAUMEL 
3STÉPHANE PETERHANSEL X-RAID MINI JCW TEAM+ 00h 02′ 53” 
EDOUARD BOULANGER 
4CARLOS SAINZ X-RAID MINI JCW TEAM+ 00h 04′ 12” 
LUCAS CRUZ 
5JAKUB PRZYGONSKI ORLEN TEAM/OVERDRIVE+ 00h 05′ 06” 
TIMO GOTTSCHALK 
6GINIEL DE VILLIERS TOYOTA GAZOO RACING+ 00h 06′ 12” 
ALEX HARO BRAVO 
7VLADIMIR VASILYEV X-RAID TEAM+ 00h 07′ 32” 
DMITRO TSYRO 
8MATHIEU SERRADORI SRT RACING+ 00h 09′ 08” 
FABIAN LURQUIN 
9BRIAN BARAGWANATH CENTURY RACING+ 00h 09′ 36” 
TAYE PERRY 
10NANI ROMA BAHRAIN RAID XTREME+ 00h 10′ 37” 
ALEXANDRE WINOCQ  

La classifica generale dopo la tappa 10 della gara

PosPilotaAutoDistaccoPenalità
1STÉPHANE PETERHANSEL X-RAID MINI JCW TEAM37h 33′ 06” 
EDOUARD BOULANGER 
2NASSER AL-ATTIYAH TOYOTA GAZOO RACING+ 00h 17′ 01” 
MATTHIEU BAUMEL 
3CARLOS SAINZ X-RAID MINI JCW TEAM+ 01h 03′ 44” 
LUCAS CRUZ 
4JAKUB PRZYGONSKI ORLEN TEAM/OVERDRIVE+ 02h 18′ 43”00h 02′ 00”
TIMO GOTTSCHALK 
5NANI ROMA BAHRAIN RAID XTREME+ 02h 50′ 22” 
ALEXANDRE WINOCQ 
6SHEIKH KHALID AL QASSIMI ABU DHABI RACING+ 03h 13′ 14” 
XAVIER PANSERI 
7VLADIMIR VASILYEV X-RAID TEAM+ 03h 14′ 56” 
DMITRO TSYRO 
8GINIEL DE VILLIERS TOYOTA GAZOO RACING+ 03h 43′ 28”00h 21′ 00”
ALEX HARO BRAVO 
9MARTIN PROKOP BENZINA ORLEN TEAM+ 03h 45′ 46”00h 01′ 00”
VIKTOR CHYTKA 
10CHRISTIAN LAVIEILLE MD RALLYE SPORT+ 04h 30′ 52” 
JEAN-PIERRE GARCIN 

Dakar, tappa 8: Nasser Al-Attiyah al quarto successo

Nasser Al-Attiyah (Toyota) del Qatar Rally Team ha conquistato la sua quarta vittoria di tappa alla Dakar Rally 2021, coprendo i 375 chilometri dell’ottava speciale tra Sakaka e Neom in Arabia Saudita in 2ore 56 minuti e 56 secondi. Al suo arrivo sulle rive del Mar Rosso, il tre volte vincitore del famoso rally-raid ha battuto lo spagnolo Carlos Sainz (Mini), vincitore dell’edizione 2020, di 52 secondi e il francese Stéphane Peterhansel (Mini) di 3 minuti e 3 secondi.

Mentre alla dakar, Nasser Al-Attiyah vinceva la prova, l’avventura di Sébastien Loeb, Daniel Elena e del Bahrain Raid Extreme arrivava alla fine nell’ottava tappa, tra Sakaka e Neom (709 chilometri, 375 cronometrati), seconda parte della Maraton (senza assistenza).

I nove volte campioni del mondo di rally hanno avuto due forature nei primi 80 chilometri della cronometrata, dopo essere partiti con una sola ruota di scorta, tre pinze dei freni operative e sistemando i guasti con le proprie mani alla fine della settima tappa. Dopo 5 ore e 20 minuti fermi al chilometro 80, Leob ed Elena hanno deciso di riprendere la strada di ritorno al bivacco, mettendo la parola fine alla loro quinta avventura insieme nella Dakar.

Nella classifica generale, Peterhansel, soprannominato “Monsieur Dakar” a causa delle sue tredici vittorie in gara, mantiene il primo posto, con 4 minuti e 50 secondi di vantaggio sul vincitore di giornata. Domani, la nona tappa porterà i concorrenti sulle rive del Mar Rosso, in un anello di 579 km all’inizio e all’arrivo di Neom. Nelle moto vittoria per il leader della classifica, il cileno Jose Ignacio Cornejo Florimo (Honda) che si è aggiudicato lunedì l’8a tappa.

Brutta caduta per il francese Xavier de Soultrait al km 267 della speciale. Soccorso dal servizio medico di Dakar, è stato portato all’ospedale di Tabuk. Il pilota francese deve superare ulteriori esami, ma è già stato costretto al ritiro. Lunedì mattina era al 4 ° posto in classifica generale. In classifica generale, Cornejo Florimo ha aumentato il suo vantaggio sul suo primo inseguitore, Price, ora a 1 minuto e 6 secondi.

Il punto sulla Dakar di Simonato e Berro

Dakar tra sogno e realtà. Il chierese Beppe Simonato e il ligure Claudio Berro sono arrivati a metà di questa edizione 2021 della Dakar Rally. Nella tappa di riposo Simonato ha trovato qualche minuto per raccontare le sue impressioni di questa maratona. Beppe dice che dopo l’avventura dell’Africa EcoRace 2018 mancava dai deserti. “Era ora di ritornare”.

“I pensieri erano tanti e andavano tutti ai camion, alle auto, alle moto, l’indecisione tra AfricaEcorace e Dakar, poi la cancellazione della gara africana porta tutto in un’unica direzione, l’Arabia Saudita il suo deserto, un amico con cui condividere l’esperienza e il Tekne Graelion.

Beppe stava lavorando a vari progetti, tra cui la Dakar, poi vista l’offerta giunta all’ultima ora l’occasione non poteva sfuggire e così, dopo un primo incontro con i compagni di viaggio, che non potevano che essere Claudio Berro, direttore sportivo di numerose case automobilistiche, e il nuovo Graelion quasi strettamente di serie, con circa 200 cavalli e solo con alcune precauzioni di sicurezza.

“E così a fine di dicembre si parte verso il caldo del deserto Saudita, alla volta della Dakar, caldo di giorno, perché di notte “brrrrrrrr”…. un freddo da coperta spessa. Le prime giornate si svolgono tra sdoganamento, preparazione, verifiche e avvio alla partenza. Nel corso della prima metà di gara non abbiamo avuto particolari problemi tranne piccolezze riparate sera dopo sera, visto che il mezzo e dotato a bordo dei principali ricambi e attrezzature”.

“Un problema che poteva rivelarsi grave è stato riparato l’11 gennaio: il ripartitore di trazione ogni tanto faceva i capricci. Ma adesso non dovrebbe più dare problemi. Con Claudio c’è un’intessa perfetta e un giusto equilibrio tra la mia perizia ed esperienza di guida e la sua grande esperienza e il suo altrettanto grande intuito sulla navigazione”.

La tappa marathon (numero 7) promuove Yazeed-Al-Rajhi

La tappa marathon si è espressa. La sera tra il settimo e l’ottavo giorno della Dakar Rally nessun servizio è consentito ai meccanici, solo i partecipanti i prima persona possono mettere mani ai mezzi. Di conseguenza, nella prima parte di questi due test è necessario un attacco controllato e mirato, anche per proteggere il mezzo.

Non è stato un compito facile nel tratto tra Ha’il e Sakaka: oltre ai pendii sabbiosi, erano all’ordine del giorno anche i tratti tra i ghiaioni, ai navigatori è stato chiesto di seguire le indicazioni della bussola per evitare terreni particolarmente accidentati.

Il pilota più veloce è stato Yazeed Al-Rajhi (Toyota), che, insieme al copilota Dirk von Zitzewitz, ha impiegato 4 ore 22 minuti per 453 chilometri. “Una corsa bollente. Abbiamo spinto, nonostante tutto. Abbiamo avuto una gomma forata all’inizio e una seconda poco prima della fine. La navigazione era difficile, ma l’abbiamo gestita bene”, ha spiegato von Zitzewitz.

Il leader della classifica generale Stephane Peterhansel (Mini) è arrivato secondo e ha aumentato il suo vantaggio a 7 minuti e 53 secondi. Pursuit Nasser Al-Attiyah (Toyota) si è dovuto accontentare del quarto posto dietro a Carlos Sainz (Mini). Con il quinto posto nella tappa odierna, Jakub Przygonski e CoTimo Gottschalk hanno consolidato il loro quarto posto nella classifica generale.

Dakar: Carlos Sainz riemerge nella sesta giornata

Lo spagnolo Carlos Sainz (Mini) ha vinto la 6a tappa per le auto della Dakar-2021 tra al Qaisumah e Haïl, in Arabia Saudita. Per le moto, primo al traguardo lo spagnolo Joan Barreda Bort (Honda). Sainz, vincitore dell’edizione 2020, ha vinto percorrendo i 348 chilometri della speciale in 3 ore 38 minuti 27 secondi, e ha preceduto il saudita Yazheed Al Rahji (Toyota) di 4’03” e il qatariota Nasser Al -Attiyah (Toyota) di 7’16”.

Lo spagnolo, che giovedì aveva perso tempo e criticato addirittura il percorso preparato dagli organizzatori, questa volta ha preso la testa dal primo checkpoint per poi allargare il distacco sugli inseguitori e aggiudicarsi la sua seconda vittoria in questa edizione della Dakar. Il francese Stéphane Peterhansel, quarto di tappa, mantiene il comando della classifica generale. Ha concesso 7 minuti e 34 secondi al compagno di squadra Carlos Sainz (Mini) e 18 secondi a Nasser Al Attiyah, il suo inseguitore più diretto in classifica.

Ma “Monsieur Dakar”, tredici vittorie nel rally-raid, ha ancora un comodo vantaggio di 5 min 53 sec su Al-Attiyah, triplo vincitore dell’evento. Da parte sua, Loeb ha rotto le sospensioni. Alla fine di questa speciale, il nove volte campione del mondo di rally è in ritardo rispetto ai leader e ha dovuto quindi rinunciare alla vittoria finale.

Lo spagnolo Joan Barreda su Honda ha percorrendo i 348 chilometri della speciale in 3 ore 45 minuti 27 secondi. Ha superato Ross Branch (Yamaha) di soli 13 secondi e l’australiano Daniel Sanders (KTM) di 53 secondi. L’australiano Toby Price (KTM), sesto di tappa e vincitore della Dakar-2019, ha preso il comando della classifica generale che aveva lasciato alla seconda tappa. Precede l’argentino Kevin Benavides (Honda) di 2 minuti 16 secondi e il cileno Jose Ignacio Cornejo Florimo di 2 minuti 57 secondi. Il francese Xavier de Soultrait (Husqvarna) ha concluso la tappa della giornata al quattordicesimo posto e ora è quinto assoluto con 8’47” di distacco dal nuovo leader.

Per tutte le categorie la tappa è stata accorciata di 100 km a causa dei troppi concorrenti ritardati e bloccati alla fine della quinta tappa il giorno prima. Sabato è in programma una giornata di riposo per le 250 squadre ancora in corsa, giusto per recuperare prima della tappa maratona di due giorni che collegherà Hail a Sakaka (742 km) poi Sakaka a Neom (709 km), senza poter effettuare interventi sui mezzi.

Dakar: dalla Riyadh-Al Qaisuma esce vittorioso De Villiers

La quinta giornata ha visto in scena nella tappa di Riyadh-Al Qaisumah una delle prove più dure della Dakar 2021 con tante dune e ostacoli. Chi è riuscito a domare questo scenario è Giniel De Villiers, che vince la sua prima tappa in questa Dakar dopo una partenza funestata da problemi di vario tipo.

Il sudafricano della Toyota è ancora lontanissimo dalle posizioni di testa, ma questa vittoria gli darà certamente morale per continuare la risalita in classifica. Dietro si completa un 1-2 per la Sudafrica oggi con Brian Baragwanath (Century) in una sorprendente seconda posizione.

A parte i primi due in classifica generale, quasi tutti hanno avuto grandi difficoltà in questa tappa, a partire dal connazionale Hank Lategan. Il rookie, anche lui della Toyota, deve alzare bandiera bianca dopo un incidente poco dopo la partenza che gli ha procurato la rottura della clavicola.

Un vero peccato per il giovane sudafricano che fino a ieri era in un’ottima terza posizione, mentre ora è diretto all’ospedale di Riyadh. Nessun incidente invece per Carlos Sainz e Sébastien Loeb ma perdono ancora tempo per problemi di navigazione, allontanandosi sempre di più dalle posizioni di testa.

Proprio lassuù c’è un piccolo allungo di Stéphane Peterhansel: il francese della Mini chiude terzo nella tappa di oggi a 2′ 25” da De Villiers ma precede la Toyota di Nasser Al-Attiyah. Il qatariota chiude quarto e perde 2′ 13” dal suo rivale, con il distacco che ora si alza a 6′ 11” (Peterhansel ha un minuto di penalità).

A seguire c’è un buon Martin Prokop che chiude quinto oggi e risale in top 5 della generale. Ottima prova anche per Nani Roma che con l’ottavo posto odierno sale in settima posizione nella classifica generale.

Nasser Al-Attiyah fa il pirata anche nella quarta tappa

Per la terza tappa consecutiva, la quarta in cinque appuntamenti considerando anche il prologo, Nasser Al-Attiyah è stato il pilota più veloce in questa Dakar 2021. Il qatariota della Toyota, coadiuvato dal suo copilota Matthieu Baumel, si è imposto anche nella frazione numero quattro del raid in via di svolgimento in Arabia Saudita.

Il percorso di oggi prevedeva 813 km complessivi, ma soli 337 di speciale, da Wadi ad-Dawasir a Riyadh. Al-Attiyah ha prevalso dopo un lungo testa a testa, durato per tutta la tappa, con Peterhansel, Lategan e Sainz. Il secondo posto ha sorriso alla leggenda francese del team X-Raid Mini, che ha terminato la tappa con appena 11 secondi di distacco dal vincitore, conservando così in maniera agevole la prima posizione nella classifica generale.

Terza di tappa è stata la coppia sudafricana Lategan-Cummings, anch’essa su Toyota, ad un minuto e mezzo di distacco dai compagni di squadra. Amaro finale invece per Carlos Sainz. Lo spagnolo con la sua Mini si trovava in seconda posizione a circa una quarantina di km dall’arrivo, dove era situato l’ultimo punto di controllo.

Il suo distacco era di appena 31 secondi da Al-Attiyah, ma nel tratto finale è precipitato indietro, scivolando a due minuti e 56 secondi dal vincitore della tappa. Davanti a lui nella classifica conclusiva di giornata anche un redivivo Sebastien Loeb, che con questo piazzamento è riuscito a risalire in quarta posizione assoluta nella graduatoria generale. Il duello per la vittoria finale pare però al momento ristretto al duo Al-Attiyah – Peterhansel. Sainz, terzo, è infatti staccato di più di 36 minuti.

Dakar, tappa 3: Al-Attiyah regala la seconda vittoria

Nasser Al-Attiyah e Mathieu Baumel hanno fatto registrare la loro seconda vittoria di tappa consecutiva alla Dakar 2021, quando hanno portato la loro Toyota Hilux in vetta alla classifica con il miglior tempo sui 403 chilometri di dune e piste sabbiose che costituivano la Fase 3 dell’evento, un loop che inizia e finisce nel Wadi Ad-Dawasir. Questo li porta in seconda posizione nella classifica generale, a poco più di cinque minuti dal comando, mentre la coppia continua a lottare per la quarta vittoria della Dakar.

“Oggi è stata una giornata davvero bella per noi, anche se è stata piuttosto dura per tutti – ha detto Al-Attiyah -. Con 407 chilometri, la tappa era piuttosto lunga con molte dune e tracciati veloci. Ci sono state molte sezioni pericolose, ma abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro aprendo la tappa e vincendola. Cercheremo di andare nella stessa direzione ogni giorno, ma c’è ancora molta strada da fare e abbiamo ancora del lavoro da fare per colmare il divario con Stéphane Peterhansel, che ci precede nella generale. Ci sono altre nove prove da percorrere e sono sicuro che saranno più complicate nel mix”.

Il nuovo arrivato Henk Lategan e il navigatore Brett Cummings hanno guidato in modo perfetto e hanno fatto registrare il secondo miglior tempo nella tappa 3, piazzandosi alle spalle dei compagni di squadra Nasser e Mathieu a soli 2 minuti e 27 secondi. La prestazione ha portato la coppia al settimo posto assoluto, primo equipaggio rookie, a 47 minuti e 25 secondi dal comando.

Terzo con un ritardo di 4 minuti e 5 secondi si è piazzato il francese Stéphane Peterhansel, che rimane leader della generale. Giornataccia invece per lo spagnolo Carlo Sainz: partito benissimo e per lunghi tratti in testa, a un certo punto ha sbagliato strada, ed è finito fuori rotta con la sua Mini. Sul traguardo ha accusato un distacco di ben 31 minuti e 2 secondi, in 17ma posizione.

Il veterano della Dakar Giniel de Villiers e il navigatore Alex Haro hanno iniziato la giornata in diciassettesima posizione. Avendo perso più di due ore ieri, la coppia ha subito una rottura dell’albero di trasmissione nella Tappa 3, che non solo è costata loro tempo per le riparazioni, ma li ha collocati nella polvere lasciata dai concorrenti più lenti. Due forature si sono aggiunte ai loro guai, e così hanno perso altri 37 minuti e 47 secondi.

Anche la quarta Toyota Racing Hilux, nelle mani di Shameer Variawa e Dennis Murphy, ha subito una rottura dell’albero di trasmissione, seguita da cinque forature, costando all’equipaggio più di due ore ma migliorando fino al quarantaquattresimo posto assoluto.