Tommaso Ciuffi al Rally Vigneti Monferrini come gara test

Aci Team Italia: intervista con Tommaso Ciuffi

“Fortuna che in tv c’è il Rally del Messico” fa Tommaso Ciuffi, reduce da una nottata passata davanti allo schermo. Un piccolo spiraglio di normalità, il rombo di motori, che cozza con il surreale silenzio di una Firenze tornata indietro di troppi anni. “E’ impressionante, sembra di essere in un film” ribadisce più volte, consapevole di vivere un momento che verrà tirato in ballo negli anni. “Finito il Messico, torno a guardarmi i cameracar del Sardegna, quello che sarà il mio prossimo impegno”.

L’emergenza coronavirus ha scombinato i piani. “Avevo pensato ad una gara test, per prepararlo al meglio, Valtiberina o Vermentino…”. Niente, tutto fermo. La rivincita dopo un Rally di Svezia fatto di troppe recriminazioni pesa come un macigno sulle spalle del campione due ruote motrici in carica. “Non c’ero, non c’eravamo con la testa” dice, dimostrando di non volersi nascondere dietro facili giustificazioni.

Il problema al cambio, però, l’hai avuto davvero…

“Te lo ripeto, non c’eravamo con la testa. È vero, abbiamo accusato dei problemi, la rottura del cambio ed i conseguenti problemi che ci hanno accompagnato anche nel secondo giorno ma non possiamo attaccarci a questo. Non abbiamo saputo reagire a queste problematiche. Non sono i nostri tempi, questi. Una gara di cui dobbiamo fare tesoro in ottica futura”.

Tutto da rifare, considerando che quello è stato il primo vero approccio con la Ford Fiesta R2?

“La vettura è totalmente diversa dalla Peugeot 208, il regolamento FIA Junior ti limita nelle impostazioni ma così è per tutti. E’ tutto diverso, quando l’ho utilizzata la prima volta, nei test in Norvegia, ho fin da subito riscontrato delle belle sensazioni. In Svezia però queste prerogative non si sono concretizzate, non sono entrato in gara come volevo io, a livello mentale, duro e deciso come solitamente faccio. Certo, tutto fa esperienza. Le strade sono veloci in Svezia, non come in Italia”.

Qualcuno, sui social, c’è andato giù pesante nei tuoi confronti…

“Lo so, in diversi amici mi hanno inviato screenshot al riguardo. Ci credi che non li ho nemmeno letti? Non seguo molto questi canali, ci sarà sempre chi critica ma fa parte del gioco. Cerco sempre di dare il meglio, alle critiche antepongo le chiamate di personaggi importanti nel mio percorso come Franco Cunico e Vittorio Caneva, uomini che parlano con cognizione di causa. Chi non ha vissuto questa esperienza non può capire: i ritmi sono completamente diversi, le strade sono totalmente diverse da quelle che affrontiamo abitualmente in Italia. Nella prima speciale, mi sono trovato al limitatore per trenta secondi. Non mi era mai successa una cosa del genere…”.

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