Una delle immagine portate alla procura federale

Aci Sport se ci sei batti un chiodo e (questa volta) apri gli occhi

I chiodi, sfusi o ben saldati sulle piastre, non hanno pietà di nessuno, ma combinazione colpiscono sempre i vincenti: questo, ormai, lo sappiamo tutti. Lo sa anche Aci Sport che sono anni che i chiodi, buttati in prova speciale da inetti, decidono le sorti del Campionato Italiano Rally. Mano ignota, dicono. Cervello vuoto, vien da pensare.

Quindi, dopo i chiodi del Tuscan Rewind, che si fa? Assuefarsi o indignarsi? Denunciare, diciamo noi di RS e oltre, che siamo felicemente liberi e indipendenti, e che per questo veniamo pressati oltre misura da fabbricatori di sogni e spacciatori di promesse. Ci siamo complimentati con Basso e Granai per il successo conseguito grazie all’impegno di Metior e dei suoi meccanici. E continuiamo a pensare che il driver Veneto sia un campione. Ma c’è un ma che non riguarda Basso.

“È oggettivo che io e Rossetti, avevamo una sfida più grande – è il pensiero di Simone Campedelli -. Il campionato delle forature. Sei io in quattro gare (una a Roma, due a udine più un chiodo che non è affondato nella gomma, due a Montalcino)
tre lui in due gare ( due a Verona, una a Montalcino). Dietro di noi c’è Crugnola con una sola foratura, a Roma. Mi chiedono del CIR 2020: se queste sono le premesse, correteci voi!”, dice Simone Campedelli. E ha ragione.

Bene, noi pretendiamo chiarezza dalla federazione sportiva Aci Sport. Pretendiamo che le testimonianze e i camera car, come le gomme con i chiodi consegnate a chi di dovere, non diventino cimeli di una pessima abitudine che a noi e a tutti i veri sportivi non piace. Vogliamo un CIR pulito da qualunque potenziale dubbio.

Ricordate i famigerati chiodi di Aosta 1986? Mica pensate che sono serviti solo ad assicurare la vittoria a Dario Cerrato, certamente inconsapevole ed estraneo ad un gesto così grave? Fecero rischiare la vita e misero la parola fine alla carriera di Andrea Zanussi e di Popi Amati.

Francamente, ci auguriamo che la Federazione sportiva, che vide e si “dimenticò” dei chiodi di Aosta e come di quelli di tutti gli altri anni a seguire, fino ad arrivare ai chiodi del Due Valli 2018, decida di aprire gli occhi.

In un mondo in cui non puoi fare un bisognino per strada senza essere filmato e diventare protagonista tuo malgrado su YouTube, non poteva essere possibile non produrre prove digitali e reali.

Cara Aci Sport, dacci il nostro campione italiano, ma non lasciare dubbi e soprattutto non esagerare. Non serve annullare o non convalidare la gara. Pensa a tutti i concorrenti e non solo ai primi quattro.

Prendi in considerazione di annullare il risultato della prova speciale in cui si è consumato il gesto che rientra a pieno nel concetto di antisportività. In questo modo, se qualcuno avesse messo i chiodi in prova speciale per fare vincere qualcun altro, avrebbe danneggiato irreversibilmente l’equipaggio che voleva aiutare.

Poi, visto che siamo nel 2019, cara Aci Sport potresti pensare di dotarti di un regolamento chiaro che scoraggi e penalizzi questi gesti. Magari, appunto, In fondo è solo dal 1986 che ci sono equipaggi che rischiano la vita per il sacro fuoco della passione. I rally e i campionati non si boicottano. Si vincono.