A rischio l'Arctic Rally per le nuove restrizioni

A rischio l’Arctic Rally per le nuove restrizioni

Finora la Finlandia ha tenuto sotto controllo la pandemia di coronavirus grazie a norme rigide e restrittive su tutto il territorio, senza l’adozione dei colori all’italiana. Ciò nonostante, il numero di infezioni è aumentato, almeno recentemente, ed è anche comparsa una nuova mutazione del virus.

Per fare fronte a questo grande problema il governo finlandese ha deciso di instaurare su tutto il territorio regole di ingresso molto più rigide, che entrano in vigore da martedì 27 gennaio e durano fino ad almeno il 25 febbraio. Durante questo periodo non saranno possibili viaggi ​​in Finlandia.

Questa decisione ha allarmato il Promoter WRC, che ufficialmente dice di non essere mai preoccupato, fino a prova contraria, perché ha oggettivamente messo a rischio l’organizzazione e la successiva disputa dell’Arctic Rally, aggiunto al calendario delle gare iridate per il 26-28 febbraio.

Cessando il 25 febbraio le restrizioni, è già improbabile riuscire a garantire il regolare svolgimento della competizione per tutti gli equipaggi che proverrebbero dall’estero. Se poi si pensa che trenta giorni potrebbero non bastare per portare la situazione alla normalità, allora bisogna mettere in conto una potenziale cancellazione dell’evento previsto nella terra di Babbo Natale.

“La possibilità di entrare nel nostro Paese per i partecipanti, per i membri dei team e per le altre figure coinvolte a vario titolo, è sempre in primo piano per noi quando si pianifica una corsa valida per il Campionato del Mondo e all’Artic Rally non è diverso”, ha ribadito Simon Larkin, responsabile dei singoli rally del Promoter WRC.

Larkin è convinto che, nonostante i nuovi regolamenti, nulla ostacoli l’Arctic e che si otterranno esenzioni adeguate: “Gli organizzatori, i promotori di FIA e WRC lavoreranno per introdurre un processo chiaro e comunicarlo a tutti i soggetti coinvolti . Naturalmente, tutte le modifiche necessarie vengono monitorate e implementate se necessario”. Insomma, in Finlandia, in Germania e in Italia la situazione pare identica. Certezze nessuna, speranze tante.