Leopoldo Maestrini e Sauro Farnocchia al Rally 1000 Miglia 2019 nello scatto di Leonardo D'Angelo

1000 Miglia da dimenticare per Leopoldo Maestrini e Lorenzo Grani

Un pugno di mosche. Solo questo resta nelle mani degli equipaggi di Maranello Corse al momento di congedarsi dal Rally 1000 Miglia, prima prova del Campionato Italiano WRC. La prima delle sei tappe nelle quali si articola il campionato per asfaltisti riserva destini diversi – ma comunque amari – sia per il grossetano Leopoldo Maestrini, all’esordio con i colori della scuderia emiliana, sia per il per il ventiquattrenne di Maranello Lorenzo Grani. Arrivato a Salò con l’intento d’intascare almeno qualche punto nella classifica generale e di classe R5, Leopoldo Maestrini (navigato per la prima volta sulla Peugeot 208 di MM Motorsport dal lucchese Sauro Fornacchia) fatica a trovare il ritmo e resta così ai margini delle posizioni nobili. La bandiera a scacchi salodiana sancisce un 14° posto assoluto ed un 8° di classe.

“Avevo in mente un esordio ben diverso da quello che si è poi concretizzato – ammette con apprezzabile e lucida autocritica Leo -. Al 1000 Miglia, la mancanza di prestazioni è integralmente da ascrivere al sottoscritto: il team ha fatto un ottimo lavoro e resto dell’idea che la Peugeot 208 sia una vettura ancora in grado di dire la sua sull’ asfalto. Mi devo un po’ riadattare alle caratteristiche della macchina e non conoscevo le strade bresciane, ma non è per questo motivo che il mio passo è peggiorato di 2” al chilometro rispetto allo scorso anno. Mi scuso con squadra, scuderia e con Sauro Fornacchia, e farò del mio meglio per tornare sui miei livelli a partire dal rally dell’Elba: il rammarico delle prime ore si sta tramutando in grande determinazione, non vedo l’ora che arrivi il momento di tornare in gara”.

La bandiera a scacchi resta invece un amaro miraggio per Lorenzo Grani e Chiara Lombardi. Il 1000 Miglia del pilota di Maranello e della navigatrice garfagnina si risolve in una delusione cocente: l’equipaggio – campione in carica della classe R2B – è subito il più veloce nella breve prova inaugurale del venerdì sera, ma sabato mattina è tradito già nel corso della seconda frazione dalla Peugeot 208 (Julli), ammutolita da un guasto alla bobina. Svanita un’opportunità importante d’incassare punti cruciali, il cammino del talentuoso equipaggio sia fa subito in salita.

“Un epilogo imprevedibile ed amaro – rimugina Lorenzo Grani -, soprattutto perché le sensazioni tratte dallo shake-down pre-gara e dalla prima speciale erano state davvero ottime. E’ mancato il confronto diretto con i rivali di classe nelle prove più lunghe e probanti, per cui non mi è possibile avere un’idea precisa di come sarebbe andata a finire, però sono convinto che saremmo stati con i migliori della R2B. Purtroppo, i rally sono anche questi ritiri per la rottura di un componente nuovo… Accettiamo il verdetto e guardiamo avanti, convinti che le straordinarie impressioni raccolte venerdì daranno i frutti dalla prossima occasione”.

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